Educazione Fondamentale: Sapienza e Amore

SAPIENZA E AMORE

La sapienza e l’amore sono le due colonne portanti di ogni vera civiltà.

Su un piatto della bilancia della giustizia dobbiamo porre la sapienza e sull’altro l’amore. La sapienza e l’amore devono equilibrarsi reciprocamente. La sapienza senza amore è un elemento distruttivo. L’amore senza sapienza può indurci in errore. “Amore è legge, ma amore cosciente”.

È necessario studiare molto e acquisire conoscenze ma è anche urgente sviluppare in noi l’essere spirituale.

La conoscenza senza essere spirituale ben sviluppato in forma armoniosa dentro di noi è la causa di ciò che viene chiamato furbizia.

L’Essere ben sviluppato dentro di noi ma senza conoscenza intellettuale non può agire in nessun modo perché non saprebbe come fare.

Il santo stupido ha il potere di fare ma non può fare perché non sa come fare.

La conoscenza intellettuale senza l’essere spirituale ben sviluppato produce confusione intellettuale, perversità, orgoglio…

Durante la Seconda Guerra Mondiale migliaia di scienziati sprovvisti di ogni elemento spirituale in nome della scienza e dell’umanità commisero crimini spaventosi con l’intento di fare esperimenti scientifici.

Dobbiamo formarci una potente cultura intellettuale ma tremendamente equilibrata con la vera spiritualità cosciente.

Abbiamo bisogno di un’etica rivoluzionaria e di una psicologia rivoluzionaria se ciò che vogliamo in verità è dissolvere l’io per poter sviluppare legittimamente l’essere spirituale in noi.

È triste che per mancanza di amore la gente utilizzi l’intelletto in forma distruttiva.

Si devono studiare le scienze, la storia, la matematica. È necessario acquisire le conoscenze vocazionali con il proposito di essere utili al prossimo. Studiare è necessario. Accumulare conoscenze basiche è indispensabile; ma la paura non è indispensabile.

Molta gente accumula conoscenze ed informazioni per paura; ha paura della vita, della morte, della fame, della miseria, del che diranno gli altri e per questo motivo studia.

Si deve studiare per amore dei nostri simili con l’anelito di servirli meglio ma mai si deve studiare per paura.

Nella vita pratica abbiamo potuto comprovare che tutti gli studenti che studiano per paura, prima o poi diventano dei furfanti.

Dobbiamo essere sinceri con noi stessi per auto-osservarci e scoprire in noi tutti i processi della paura.

Non dobbiamo mai dimenticare che nella vita la paura ha molte fasi. A volte viene confusa con il valore. I soldati sul campo di battaglia sembrano molto valorosi ma in realtà combattono solo per paura. Anche il suicida può sembrare a prima vista molto valoroso ma in realtà è un codardo che ha paura della vita.

Ogni furfante nella vita sembra essere molto valoroso ma nel fondo è un codardo.

I furfanti sogliono utilizzare la professione ed il potere in forma distruttiva quando hanno paura. Esempio: Castro a Cuba.

Mai ci pronunciamo contro l’esperienza della vita pratica né contro il culto dell’intelletto ma condanniamo la mancanza di amore.

La conoscenza e le esperienze della vita risultano distruttive quando manca amore.

L’ego suole impossessarsi delle esperienze e delle conoscenze intellettuali quando esiste assenza di ciò che si chiama amore.

L’ego abusa delle esperienze e dell’intelletto quando li usa per irrobustirsi.

Disintegrando l’io, l’ego, il me stesso, le esperienze e l’intelletto rimangono nelle mani dell’essere intimo ed ogni abuso si rende di fatto impossibile.

Ogni studente deve indirizzarsi per il cammino vocazionale e studiare molto a fondo tutte le teorie che sono in rapporto con la sua vocazione.

Lo studio, l’intelletto non pregiudicano nessuno ma non dobbiamo abusarne

Dobbiamo studiare per non abusare della mente. Abusa della mente chi vuole studiare le teorie delle diverse vocazioni, chi vuole danneggiare gli altri con l’intelletto, chi esercita violenza sulla mente altrui…

È necessario studiare le materie professionali e le materie spirituali per avere una mente equilibrata. È urgente arrivare alla sintesi spirituale e alla sintesi intellettuale se vogliamo una mente equilibrata.

Gli insegnanti devono studiare a fondo la nostra Psicologia Rivoluzionaria se in verità vogliono condurre i loro studenti sul cammino della rivoluzione fondamentale.

È necessario che gli studenti acquisiscano l’essere spirituale, sviluppino il vero essere così potranno uscire da scuola trasformati individui responsabili e non in stupidi furfanti.

La sapienza senza amore non serve a nulla. L’intelletto senza amore produce soltanto furfanti.

La sapienza in se stessa è sostanza atomica, capitale atomico che deve essere amministrato solo da individui pieni del vero amore.

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Educazione Fondamentale: Sapere Ascoltare

SAPERE ASCOLTARE

Esistono molti oratori che meravigliano per la loro eloquenza ma poche sono le persone che sanno ascoltare.

Sapere ascoltare è molto difficile e in verità sono pochissime le persone che lo sanno fare.

Quando parla l’insegnante o colui che sta tenendo una conferenza l’auditorio sembra essere molto attento, come se stesse seguendo parola per parola ciò che viene detto; tutto dà l’idea che il pubblico stia ascoltando, che sia in stato di allerta ma nel profondo psicologico di ogni individuo c’è un segretario che traduce ogni parola dell’oratore.

Questo segretario è l’io, il me stesso, il se stesso. Il suo lavoro consiste nel mal interpretare e nel tradurre erroneamente le parole dell’oratore.

L’io traduce in accordo ai suoi pregiudizi, preconcetti, timori, orgogli, ansietà, idee, memorie e così via…

Gli studenti in una classe o il pubblico di un auditorium in realtà non stanno ascoltando ma stanno ascoltando se stessi, il loro ego, il loro amato ego machiavellico che non è assolutamente disposto ad accettare il reale, il vero, l’essenziale.

Solo in stato di allerta novità, con mente spontanea libera dal peso del passato, in stato di piena ricettività possiamo realmente ascoltare senza l’intervento di questo pessimo segretario del mal augurio chiamato io, me stesso, se stesso, ego.

Quando la mente è condizionata dalla memoria, ripete solo ciò che ha accumulato. La mente condizionata dalle esperienze di tanti e tanti ieri, può vedere il presente solo attraverso le torbide lenti del passato.

Se vogliamo sapere ascoltare, se vogliamo apprendere ad ascoltare per scoprire il nuovo, dobbiamo vivere in accordo con la filosofia della momentaneità.

È urgente vivere momento per momento senza le preoccupazione del passato ed i progetti del futuro.

La verità è lo sconosciuto momento per momento: le nostre menti devono sempre stare in allerta, in piena attenzione, libere da pregiudizi e preconcetti per essere realmente recettive.

Gli insegnanti dovrebbero insegnare il profondo significato che si racchiude nel saper ascoltare.

È necessario imparare a vivere saggiamente, raffinare i nostri sensi, raffinare la nostra condotta, i nostri pensieri, i nostri sentimenti.

A nulla serve possedere una grande cultura accademica se non siamo capaci di ascoltare, se non siamo capaci di scoprire il nuovo momento per momento.

Dobbiamo raffinare l’attenzione, raffinare le nostre maniere, le nostre persone, le cose.

È impossibile essere raffinati se non si sa ascoltare. Le menti rudi, deteriorate, degenerate e grezze mai sapranno ascoltare né potranno scoprire il nuovo: queste menti possono solo capire in forma errata le traduzioni assurda del segretario satanico chiamato io, me stesso.

Essere raffinati è molto difficile e richiede piena attenzione. Qualcuno può essere una persona molto raffinata nei suoi modi, negli abiti, nei giardini, nelle auto, nelle amicizie e senza dubbio essere nel profondo molto rozzo, volgare e pesante.

Chi sa vivere momento per momento cammina in realtà per il cammino del vero raffinamento.

Chi ha una mente recettiva, spontanea, integra, in stato di allerta sta camminando il sentiero dell’autentico raffinamento.

Chi si apre completamente al nuovo, abbandonando il peso del passato, i preconcetti, i pregiudizi, i sospetti, i fanatismi e così via sta camminando trionfalmente per il cammino del legittimo raffinamento.

La mente degenerata vive imbottigliata nel passato, nei preconcetti, nell’orgoglio, nell’amor proprio, nei pregiudizi e così via.

La mente degenerata non sa vedere il nuovo, non sa ascoltare ed è condizionata dall’amor proprio.

I fanatici del marxismo-leninismo non accettano il nuovo non ammettono la quarta caratteristica di tutte le cose, la quarta dimensione: per amor proprio amano troppo se stessi, si attaccano alle loro assurde teorie materialiste e quando li mettiamo sul terreno del fatti concreti, quando gli dimostriamo l’assurdità del loro sofismi non sanno offrire che una risposta evasiva.

Queste sono menti degenerate e decrepite che non sanno ascoltare, che non sanno scoprire il nuovo, che non accettano la realtà perché sono imbottigliati nell’amor proprio. Menti che amano se stesse, che non sanno nulla dei raffinamenti culturali, menti rozze, grezze che sanno ascoltare solo il loro amatissimo io.

L’educazione fondamentale insegna ad ascoltare e a vivere saggiamente.

Gli insegnanti devono dare l’insegnamento del vero raffinamento vitale.

A nulla serve rimanere dieci o quindici anni nelle scuole e nell’università se quando si esce siamo internamente dei porci nei nostri pensieri, nelle nostre idee, nel nostri sentimenti e nei nostri costumi.

È necessaria l’educazione fondamentale in forma urgente perché le nuove generazioni significhino l’inizio di una nuova era.

È arrivata l’ora della vera rivoluzione, della rivoluzione fondamentale.

Il passato è il passato ed ha già dato i suoi frutti.

Dobbiamo comprendere il profondo significato del momento in cui viviamo.

Educazione Fondamentale

Samael Aun Weor

 

Educazione Fondamentale

L’Educazione Fondamentale è la scienza della coscienza, la scienza che ci permette di scoprire la nostra relazione con gli esseri umani, con la natura e con tutte le cose.

Samael Aun Weor

 

L’AMORE

Fin dal banchi di scuola bisogna imparare a capire integralmente che cos’è l’amore.

La paura e la dipendenza spesso si confondono con l’amore, ma non sono amore.

Gli studenti dipendono dai genitori e dai maestri ed è chiaro che nello stesso tempo li temono e li rispettano.

I bambini e i giovani dipendono dai loro genitori per i vestiti, per il mangiare, il denaro, l’alloggio, ecc. ed è chiaro che si sentono protetti, che dipendono dai loro genitori e che per questo li rispettano e li temono, ma questo non è amore.

A conferma di tutto quello che stiamo dicendo basti il fatto che tutti i ragazzini o i giovani hanno più fiducia nei loro amici che nei loro genitori. In realtà i bambini, i ragazzini, i giovani parlano con i loro compagni di cose intime di cui mai parlerebbero con i loro genitori.

Questo dimostra che non esiste vera fiducia fra genitori e figli perché non c’è vero amore.

È urgente comprendere che esiste una differenza radicale fra amore e ciò che si chiama rispetto, timore, dipendenza paura.

È urgente saper rispettare i nostri genitori o i nostri insegnanti: non bisogna però confondere questo rispetto con l’amore.

Il rispetto e l’amore devono essere intimamente uniti ma non devono essere confusi l’uno con l’altro.

I genitori temono per i loro figli, desiderano il meglio per loro: una buona professione, un buon matrimonio, protezione e confondono questo timore con il vero amore.

Bisogna comprendere che senza vero amore è impossibile per i genitori e gli insegnanti guidare le nuove generazioni saggiamente nonostante abbiano molte buone intenzioni.

Il cammino che conduce all’abisso è lastricato di buone intenzioni.

Osserviamo per un attimo il fenomeno universalmente conosciuto dei cosiddetti “ribelli senza causa”: si tratta di un’epidemia mentale che si è propagata dappertutto. Moltitudini di ragazzini per “bene”, amati – almeno così si dice – dai loro genitori, molto viziati e ben voluti, attaccano i passanti indifesi, colpiscono e violentano donne, rubano, tirano sassi, girano in gruppo provocando danni dappertutto, mancando di rispetto ai genitori e agli insegnati.

I cosiddetti “ribelli senza causa” sono il prodotto della mancanza del vero amore.

Dove esiste vero amore non possono esistere i ribelli senza causa.

Se i genitori amassero veramente i loro figli saprebbero orientarli intelligentemente e di conseguenza non esisterebbero i fenomeni di cui abbiamo parlato.

I ribelli senza causa sono il prodotto di un cattivo orientamento. I genitori non hanno avuto sufficiente amore per dedicarsi ad orientare saggiamente i loro figli.

I genitori moderni pensano solo al denaro e a dare al figlio sempre di più, la macchina ultimo modello, vestiti alla moda ma in verità non amano perché non sanno amare e per questo nascono poi questi ribelli senza causa.

La superficialità di quest’epoca si deve alla mancanza di vero amore.

La vita moderna assomiglia ad un pozzanghera senza profondità.

Nel lago profondo della vita possono vivere molte creature, molti pesci, ma la pozzanghera situata al margine della strada si secca subito ai cocenti raggi del sole e quello che rimane è solo fango, putredine e sporcizia.

È impossibile comprendere la bellezza della vita in tutto il suo splendore se non abbiamo imparato ad amare.

La gente confonde rispetto e timore con ciò che viene chiamato amore.

Rispettiamo i nostri superiori e li temiamo e quindi crediamo di amarli.

I bambini temono i genitori e i loro insegnanti, li rispettano e per questo pensano di amarli.

Il bambino ha paura della punizione, del brutto voto, dei rimproveri a casa o a scuola e crede di conseguenza di amare i suoi genitori o i suoi insegnanti quando in realtà semplicemente li teme.

Dipendiamo dall’impiego, dal padrone, temiamo la miseria, abbiamo paura di rimanere senza lavoro e quindi crediamo di amare il padrone, curiamo i suoi interessi, le sue proprietà, ma questo è timore e non amore.

Molti hanno paura a pensare da soli ai misteri della vita e della morte, hanno paura a investigare e ricercare, a comprendere, a studiare e allora esclamano: “Io amo Dio e questo è sufficiente”.

Credono di amare Dio; ma in realtà non amano, temono.

In tempi di guerra la moglie sente di adorare suo marito più che mai e anela con ansia infinita che ritorni a casa, in realtà non lo ama, teme solo di rimanere senza marito, senza protezione.

La schiavitù psicologica, la dipendenza da qualcuno non è amore. È solamente timore e questo è tutto.

Il bambino nei suoi studi dipende dal maestro, ha paura dell’espulsione, del brutto voto, dei rimproveri e così, spesso, crede di amarlo quando invece solamente lo teme.

Quando la sposa sta per partorire o è in pericolo di morte per una qualche malattia, il marito crede di amarla di più: in realtà quello che succede è che teme di perderla perché dipende da lei per molte cose, per il mangiare, per il sesso, per la biancheria, per le carezze ed ha paura di perderla. Questo non è amore.

Tutti dicono di adorare tutti ma ciò non è vero. È rarissimo trovare qualcuno che nella vita sappia amare veramente.

Se i genitori amassero veramente i loro figli, se i figli amassero veramente i loro genitori, se gli insegnanti amassero veramente gli studenti non ci sarebbero guerre. Le guerre sarebbero assolutamente impossibili.

Quello che succede è che la gente non ha capito cosa significa amore e confonde questo sentimento con qualsiasi timore con qualsiasi schiavitù psicologica e con ogni passione.

La gente non sa amare: se la gente sapesse amare, la vita sarebbe di fatto un paradiso.

Gli innamorati credono che stanno amando e molti sarebbero capaci dì giurare con il sangue che stanno amando, ma sono solamente appassionati, perché una volta soddisfatta la passione il castello di carte cade al suolo.

La passione è solita ingannare la mente ed il cuore. Ogni persona appassionata crede di essere innamorata.

È raro trovare nella vita qualche coppia veramente innamorata. Ci sono molte coppie di appassionati ma è difficilissimo trovare una coppia di innamorati.

Tutti gli artisti cantano l’amore senza sapere cosa sia e lo confondono con la passione.

Se c’è qualcosa di molto difficile in questa vita è non confondere la passione con l’amore.

La passione è sessuale al cento per cento, la passione è bestiale: spesso però è molto raffinata e sottile e viene sempre confusa con l’amore.

Gli insegnanti devono insegnare agli studenti a distinguere fra amore e passione. Solo così potranno evitare più tardi molte tragedie nella vita.

Gli insegnanti sono obbligati a rendere responsabili gli studenti e per questo devono prepararli debitamente affinché nella vita non si trasformino in dei disperati.

È necessario capire cos’è l’amore, ciò che non si può mescolare con la gelosia, con le passioni, con le violenze, con il timore, gli attaccamenti, la dipendenza psicologica.

L’amore disgraziatamente non esiste negli esseri umani ma non è nemmeno qualcosa che si può acquisire, comprare, coltivare come un fiore di serra.

L’amore deve nascere in noi e può nascere solo quando abbiamo compreso a fondo ciò che è l’odio che portiamo dentro, ciò che è il timore, la passione sessuale, la paura, la schiavitù psicologica, la dipendenza.

Dobbiamo comprendere cosa sono i difetti psicologici, dobbiamo comprendere come si sviluppano in noi, non solo nel livello intellettuale della vita ma anche negli altri livelli occulti e sconosciuti del subconscio.

È necessario estrarre dai vari reconditi della mente tutti questi difetti. Solo così può nascere in noi in modo spontaneo e puro ciò che si chiama amore.

È impossibile voler trasformare il mondo senza la fiamma dell’amore. Solo l’amore può in verità trasformare il mondo.

Educazione Fondamentale, capitolo 9
Samael Aun Weor

 

 

Gnosi, Tradizione e Rivelazione

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La Rivelazione, la Tradizione e la Prosecuzione…

La Rivelazione è il segno inequivocabile che l’Essere Divino che dimora in noi —che umanamente e in modo imperfetto rappresentiamo in questo mondo— ci sollecita a cooperare al conseguimento dell’autorealizzazione intima di ciascuna delle sue differenti parti autonome e autocoscienti.

Il modo in cui la Rivelazione si presenta a ogni anima, come fa fede la lunga e occulta tradizione, è sempre diverso e conforme alla condizione psicologica individuale.

Della Tradizione bisogna dire che si esprime esternamente quando sono gli “uomini” che la impongono scioccamente per salvaguardare i loro interessi egoisti ed è interna quando viene data dalla persuasione stessa dello spirito.

Mentre la tradizione esterna è come un fiume rumoroso che tutto trascina e distrugge, la tradizione interna è, invece, una corrente sotterranea che, spingendo e riunendo, costruisce silenziosamente.

La tradizione essoterica riunisce i suoi tesori qui, nel mondo delle forme tridimensionali, con la successiva conseguenza della perdita dell’anima. La tradizione esoterica cristallizza tutti i suoi sforzi nella preziosa gemma della Pietra Filosofale che permette all’anima di esistere in entrambi i mondi: quello assoluto e quello relativo.

Da parte della vera tradizione non c’è alcun interesse per le ambizioni e i timori di questo mondo, a parte seguire qui un sentiero permanentemente probatorio per qualificarsi davanti all’oro dello spirito. La tradizione, dunque, non si eredita fisicamente… Non si trasmette né per razza né per credo o religione e ancor meno attraverso argomenti politici o sociali. Poiché in tutto l’Universo c’è un ordine già stabilito dal principio divino, l’essere umano semplicemente si sottomette a questo e ottiene così di esistere in armonia. Un giorno la vera tradizione tornerà a governare sulla faccia del nostro mondo, allora l’Età d’Oro sarà nuovamente giunta.

Rafael Vargas, Javier Casañ, Incontro con Samael

La Rivelazione Gnostica

“Indubbiamente la rivelazione legittima ha nell’autognosi le sue basi manifeste ed incontestabili.

La rivelazione gnostica è sempre immediata, diretta, intuitiva; esclude radicalmente le operazioni intellettuali di tipo soggettivo e non ha niente a che vedere con l’esperienza e l’assemblaggio dei dati fondamentalmente sensoriali.

L’intelligenza o nous nel suo senso gnoseologico, sebbene possa servire come base all’intendimento illuminato, ricusa chiaramente la caduta nel vano intellettualismo.

Risultano evidenti le caratteristiche ontologiche, pneumatiche o spirituali del nous (l’intelligenza).

In nome della verità dichiaro solennemente che l’Essere è l’unica reale esistenza, davanti alla cui trasparenza ineffabile e terribilmente divina, quello che chiamiamo ego, io, me stesso, se stesso, è mera tenebra esteriore, pianto e stridor di denti.

L’autognosi o riconoscimento autognostico dell’Essere, dato l’aspetto antropologico dello pneuma o spirito, risulta qualcosa di decisamente salvatore.

Conoscere se stesso è aver raggiunto l’identificazione con il proprio Essere divino.

Sapere d’esser identico al proprio pneuma o spirito, sperimentare direttamente l’identificazione tra il conosciuto ed il conoscente è proprio quello che possiamo e dobbiamo definire autognosi.

Ostensibilmente questa rivelazione straordinaria ci invita a morire in noi stessi affinché l’Essere si manifesti in noi”.

Samael Aun Weor

Cos’è l’Antropologia Gnostica?

Antropologia-Gnostica

Antropologia psicoanalitica

L’antropologia gnostica è un’antropologia psicoanalitica. Mediante la “psicoanalisi intima” o studio di sé l’antropologo gnostico studia l’origine della vita e dell’uomo. “Uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei!” (frase scritta su un tempio di Delphi).

“Senza una previa informazione sull’Antropologia Gnostica sarebbe impossibile lo studio rigoroso dei diversi resti antropologici delle cultura azteca, tolteca, maya, egizia, ecc.”.

Campi di Ricerca

L’antropologia ha due campi di ricerca: uno indaga l’origine della vita per mezzo delle sue teorie sull’evoluzione, le leggi di eredità, la scala del tempo geologico e le razze umane (quest’ultima è stata chiamata antropologia fisica); l’altro aspetto si occupa dell’uomo, della cultura preistorica del vecchio e del nuovo mondo, della famiglia, della società, della religione, della magia, dell’arte e del linguaggio, ed è conosciuta con il nome di antropologia culturale. Troviamo inoltre una grande varietà di rami ausiliari che servono da complemento oppure da giustificazione scientifica.

Essendo l’antropologia sottoposta alle osservazioni e alle alterazioni delle scienze sperimentali, ha dato origine, durante il suo cammino, a diversi tipi di antropologia, che molte volte si contrappongono l’uno all’altro.

L’uomo dal punto di vista della Coscienza

Tutto questo lungo processo dello studio dell’uomo e delle sue origini è, in definitiva, lo studio dell’uomo secondo l’uomo. I risultati in questo senso saranno sempre contraddittori, diversi, e mai si potrà arrivare ad un risultato concreto. Per arrivare alla conoscenza integrale dell’oggetto di studio (l’uomo), dipendiamo da uno strumento che è di per sé sconosciuto: questo strumento è l’uomo stesso.

Se vogliamo risposte concrete e definitive sulle origini della vita, dell’uomo, delle razze e sulla vera ragione dell’esistenza, abbiamo bisogno di uno studio diverso: lo studio dell’uomo attraverso se stesso, che è allo stesso tempo uno studio sulle origini delle razze e dell’universo.

Questo significa che l’uomo è consustanziale all’universo e quindi l’uno è contenuto nell’altro.

Questo assioma è, e sempre sarà, la base della filosofia. Perché dovrebbe essere diverso per la scienza? A maggior ragione la scienza dovrebbe cambiare i suoi metodi, ora che è davanti ad una nuova sfida: conoscere l’universo dell’infinitamente piccolo, cioè il ritorno all’universo interiore.

La nuova antropologia

La nuova antropologia è lo studio dell’uomo attraverso se stesso, all’interno di un ordine scientifico e veramente rivoluzionario. È mediante l’antropologia gnostica che conosciamo gli archetipi di tutte le civiltà, in questo modo arriviamo alla fonte originale della conoscenza, che è comune a tutti i gruppi etnici, e al rapporto di questo sapere con l’uomo e di quest’ultimo con il cosmo.

Questo è lo scopo specifico che si propone L’ACCADEMIA GNOSTICA Samael Aun Weor: insegnare la didattica e la dialettica appropriate per lo studio dell’uomo e del suo ambiente.

Fasi della meditazione gnostica

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Asana

È la posizione del corpo fisico. Esistono diverse posizioni per l’esercizio della meditazione, ad esempio la posizione della stella a cinque punte, la posizione dell’uomo morto, la posizione del loto, quella del semiloto, del siddhasana o posizione perfetta (che consiste nel chiudere in un cerchio magnetico il pollice e l’indice, appoggiando il dorso della mano sulle ginocchia), di vajrasana o posizione diamantina (come si siedono gli incas ed i giapponesi, con le mani appoggiate sulle cosce e con il tronco del corpo che riposa sui talloni), ecc. L’importante, per qualsiasi Asana o posizione che si adotta, è mantenere dritta la colonna vertebrale.

Pranayama

Scienza o controllo della respirazione. Il “prana” è la vita, prodotta dalla forza elettro-sessuale. Il prana palpita in ciascun atomo e in ogni sole. Il prana è l’aria vitale. Yama: “Che si riferisce alla perfezione dell’etica”. Il Pranayama è l’arte d’imparare a respirare.

Pratyara

“Pratiahara”. Astrazione dei sensi. Imparare a sottrarre la mente ai sensi dando spazio alla coscienza. Senza dubbio, una delle regole del Pratyara è arrivare all’invisibile o all’astratto per mezzo del visibile o concreto. Ciò significa che dobbiamo concentrare l’attenzione su un punto noto alla mente sensoriale e rimanere così fino a conoscere la natura duale dei pensieri e dei sentimenti, trascendendo poi questa lotta degli opposti.

Dharana

Al momento della separazione dalla mente sensoriale sorge spontaneamente la concentrazione, cioè lo stato di Dharana. Il Dharana non è il risultato di un accanito desiderio. Il Dharana sorge dal fondo della coscienza come un intermediario fra l’assoluto e il relativo.

Dyana

“Dhiana” è meditazione. In questo stato la coscienza ha la capacità di conoscere qualunque cosa.

Shamadi

Uno stato profondo di Meditazione. In tale stato la coscienza si dissolve come una goccia nel grande oceano e partecipa della pluralità dell’Universo.

Samael Aun Weor

“Ritiri Spirituali” nella SGSAW

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«È interessante ricordare che la storia del Movimento Gnostico internazionale comincia con il primo “ritiro spirituale” attraverso il quale il nostro Maestro Samael si rinchiude nella Sierra Nevada di Santa Marta (Colombia).

La forza spirituale generata in quei mistici luoghi della natura, attraverso diversi “lavori coscienti”, motivò molte anime a seguire il cammino iniziatico.

Quando Gesù, in qualità di Cristo, entra nella Gerusalemme storica, aveva precedentemente realizzato, da solo o con i suoi discepoli, diversi “ritiri spirituali” che, come sappiamo, comprendono tutti gli insegnamenti che diede ai suoi discepoli “da bocca a orecchio”.

Successivamente, anche tutti i santi che vennero dopo, cercarono di realizzare gli stessi “ritiri spirituali”, come testimonia la vita stessa di San Francesco d’Assisi. Ci domandiamo, dunque: lo fecero per pura imitazione?

Quando ci sentiamo “anime”, sentiamo anche l’intima necessità di fare “ritiri spirituali”. L’“anima” ha nel suo “corpo della coscienza” o “corpo buddhico” la possibilità di ritirarsi dal mondo delle forme, per entrare in comunione con l’Essere intimo.

L’“anima” non ha solo doveri, ma anche necessità, come le ha il corpo fisico quando cerca cibo, vestiti e rifugio.

La regola d’oro di un Ritiro Spirituale è metterci prima in pace con i nostri simili. In alcun modo potremo ricevere il “pane supersostanziale” se non esiste in noi “la pace del cuore tranquillo”. “Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace” disse Gesù quando, allontanandosi dai suoi discepoli, ascese al Padre.

Non bisogna ignorare che quando facciamo un “ritiro spirituale” si attraversa la dimensione fisica, psicologica e animica, penetrando in regioni spirituali.

Se ci atteniamo alle regole dell’esoterismo in generale, prima dobbiamo chiedere il permesso spirituale che ci permetta di attraversare la porta che la natura occulta: “Non c’è miglior saluto che quello di avere il cuore tranquillo”.

Quando sentiamo di essere dentro il “ritiro”, avendo rotto con il mondo esterno, allora viene, secondo la regola stessa di molte tradizioni, la richiesta con grande umiltà della “Grazia Divina”. In intimità con il nostro Dio interiore, l’anima si trasfigura in proporzione al suo amore. “Ritirarsi” significa sapersi “isolare intelligentemente”.

Concluso il “ritiro”, dobbiamo ringraziare per l’aiuto ricevuto, che è la forza generata nel sacrificio e che ci permette di andare avanti.

Il “ritiro” non è solo fisico, ma include anche la capacità di andare oltre le emozioni e i pensieri inferiori, soggiogando anche la volontà egoista. Non basta il “ritiro spirituale collettivo”, è necessario trovare anche lo spazio per il “ritiro individuale”.

Solo in un “ritiro spirituale” l’“anima” potrà comunicare le sue pene all’“amato”, tra singhiozzi o allegre parole. Allora, lo Spirito comunicherà gradualmente all’anima cos’è l’Assoluto, Dio, gli Dei, la Trinità, l’Uomo, ecc. e l’anima attenta e serena ascolterà:

 L’Intimo è Dio nell’Uomo! Dall’Intimo provengono due anime, la divina o Budhi e l’umana o Manas Superiore e mentre la tua anima umana lavora, la tua divina sorella “gioca”! Quello che hai di “anima”, lavorando, deve nascere, deve negarsi ogni istante in ognuno dei corpi esistenziali e solo attraverso il sacrificio verrò a te; allora potrai dire con me: “Io sono Lui, Io sono Lui, Io sono Lui! A quel punto ascolterai una soave voce che ti risponderà: “Sì!Sì! Sì! Sì! Sì! Sì! Sì!”.»

IL MITO GNOSTICO DEL PEGASO NELLA “SOCIETÀ GNOSTICA”

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IL MITO GNOSTICO DEL PEGASO NELLA “SOCIETÀ GNOSTICA”

Non potrebbe esserci simbolo più generoso per rappresentarci pubblicamente del cavallo alato o Pegaso, proprio perché “nasce” da un “sacrificio”, dalla “morte” dell’Ostinato “Io”.

“Pegaso era il cavallo alato che uscì da Medusa quando fu decapitata da Perseo. La Medusa Gorgone prima era una bella principessa della Libia. Poiché fu sedotta dal dio del mare Poseidone in un tempio dedicato ad Atena, Atena la trasformò in un mostro. I capelli di Medusa erano serpenti e chi le guardava il viso diventava di pietra”.

Terrestre per natura e alato per ispirazione, Pegaso è un archetipo difficile da conquistare e poi ancora più difficile da dominare.

“Dopo la sua nascita, Pegaso visse sul Monte Elicona. Un giorno, un antico eroe greco chiamato Bellerofonte credette di poter volare con Pegaso fino all’Olimpo, dove vivevano gli Dei. Per fermarlo, Zeus inviò un tafano affinché pungesse Pegaso. Bellerofonte perse il controllo del cavallo e cadde sulla Terra”.

Solo i valorosi, coloro che possiedono il segreto di Ermete, i pochi, lo incarnano, in cambio delle ordalie iniziatiche.

“Pegaso continuò a volare da solo e giunse sull’Olimpo, dove Zeus lo accolse. Da allora trasporta le folgori per Zeus che pose la sua immagine nel cielo notturno come costellazione del cavallo alato”.

Dai misteri gnostici, oggi svelati dal V.M. Samael Aun Weor, sappiamo che il cavallo rappresenta l’“anima metallica” o “mercurio filosofico” contenuto nell’energia sessuale e che attraverso un particolare segreto alchimista la sua indomita furia può essere volatilizzata.

“Pegaso appena nato colpì la terra con lo zoccolo e lì sgorgò una sorgente di acque miracolose. Perseo montò il cavallo alato quando lottò con il drago marino per liberare Andromeda che era incatenata alle rocce sul mare. Molti cercarono di prendere Pegaso e addomesticarlo ma fu tutto inutile. Per Bellerofonte (principe di Corinto) prendere Pegaso divenne un’ossessione e per questo andò da un indovino che gli consigliò di passare una notte nel tempio di Atena”.

Attraverso la saggezza e l’amore del Guru possiamo iniziarci ai misteri del cavallo alato o Pegaso. In verità solo attraverso la nostra Divina Madre impariamo a usare il suo potere elettrico sessuale.

“Mentre dormiva, gli apparve la dea e gli diede un morso d’oro che gli avrebbe permesso di catturare Pegaso. Quando Bellerofonte si svegliò, trovò il morso d’oro accanto a lui e con esso riuscì a catturare e ad addomesticare facilmente il cavallo alato”.

Il Guru ci ricorda continuamente che dopo aver ottenuto la sublime virtù dell’umiltà, bisogna essere sempre più umili, altrimenti rotoliamo nell’abisso di perdizione.

“Pegaso si dimostrò di grande aiuto per Bellerofonte contro le Amazzoni e la Chimera. Bellerofonte si sentì, però, troppo importante e desiderò arrivare fino all’Olimpo cavalcando Pegaso. Il cavallo, però, lo fece cadere lasciandolo con una gamba rotta e odiato dagli Dei.

Lì ci saranno Lui e Lei, i nostri genitori interni a dirci: “Guai a te o guerriero, o lottatore se il tuo servitore sprofondasse! Ma ci sono rimedi e rimedi! Io conosco questi rimedi!”.

Pegaso continuò il suo volo fino all’Olimpo dove trovò protezione. Zeus gli affidò il compito di portargli i suoi lampi e fulmini. Il cavallo alato volò in alto e si trasformò in una costellazione, vicino ad Andromeda e Perseo.

La Divina Madre: “Siate perciò amabili. Vestitevi tutti con abiti belli. Servitevi vivande squisite e bevete dolci vini spumeggianti”. “Però sempre, sempre, per amore di Me”.

Rafael Vargas

La PACE è il profumo delizioso del cuore tranquillo.

“La pace non può venire dalla mente perché non è della mente. La pace è il profumo delizioso del cuore tranquillo.

La pace non ha nulla a che vedere con i progetti, la politica internazionale, l’ONU, l’OEA, i trattati internazionali o gli eserciti invasori che litigano in nome della pace.

Se realmente si vuole la pace, dobbiamo imparare a vivere come la sentinella in epoca di guerra, sempre in allerta e vigili, con la mente pronta e duttile, perché la pace non è questione di fantasie romantiche o di bei sogni.

Se non si impara a vivere in stato di allerta, momento per momento, il cammino che conduce alla pace sarà impossibile, stretto, estremamente difficile e alla fine terminerà in un vicolo cieco.

È necessario comprendere, è urgente sapere che la pace autentica del cuore tranquillo non è una casa in cui possiamo andare ed in cui ci aspetta felicemente una bella donna. La pace non è una meta, un luogo. Perseguire la pace, cercarla, fare progetti su di essa, lottare in suo nome, fare propaganda su di essa, fondare organismi per lavorare per essa, è totalmente assurdo perché la pace non è della mente; la pace è il profumo meraviglioso del cuore tranquillo.

La pace non si compra né si vende né si può raggiungere con sistemi di pacificazione, di controlli speciali o di polizia.

In alcuni paesi l’esercito nazionale va nelle campagne a distruggere il popolo, assassinando gente e fucilando presunti banditi e tutto ciò in nome della pace. Il risultato di un simile procedere è l’aumento della barbarie.

La violenza origina violenza, l’odio produce più odio. La pace non si può conquistare, la pace non può essere il risultato della violenza. La pace viene a noi soltanto quando dissolviamo l’io, quando distruggiamo dentro di noi tutti i fattori psicologici che producono la guerra.

Se vogliamo la pace, dobbiamo contemplare, studiare, vedere il quadro generale e non solo un suo particolare angolo.

La pace nasce in noi quando siamo cambiati radicalmente nel nostro intimo.”

Educazione Fondamentale, Samael Aun Weor

Cos’è la Gnosi?

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Cos’è la Gnosi?

La Gnosi può essere meglio definita attraverso la parola “gnostico”: colui che studia e vive la Gnosi. Gnostico viene dal greco gnostikós, da gignookein: conoscere. Diciamo, quindi, che la parola Gnosi viene dal greco e significa conoscenza, una “conoscenza illuminante”, una “conoscenza salvatrice” che salva dall’ignoranza chi arriva a conoscere se stesso. In questo senso si afferma che la Gnosi è un funzionalismo naturale della Coscienza sveglia, unaPhilosophia Perennis et Universalis. Una conoscenza sintetica, con valori completamente propri che permettono al ricercatore sincero di raggiungere l’Essere e il Sapere universale.

Gnosticismo oggi

La parola “Gnosticismo” racchiude nella propria struttura grammaticale, l’idea di sistemi o correnti dedicati allo studio della Gnosi. La missione dello Gnosticismo in questa epoca è quella di dare ancora una volta il metodo e gli strumenti di lavoro necessari per la realizzazione dell’Uomo interiore in ognuno di noi.