La conoscenza di se stessi

L’esperienza gnostica permette, al devoto sincero, di conoscersi e di autorealizzarsi intimamente.

Con il termine autorealizzazione deve intendersi l’armonioso sviluppo di tutte le infinite possibilità umane.

Non si tratta di dati intellettuali capricciosamente distribuiti, né di mero sproloquio senza sostanza o di chiacchiera ambigua: tutto quello che stiamo dicendo in questi paragrafi deve essere tradotto in un’esperienza autentica, vissuta, reale.

Conoscere se stessi vuol dire aver raggiunto l’identificazione con il proprio Essere Divino. Sapersi identico allo pneuma o Spirito, sperimentare direttamente l’identificazione tra ‘il conosciuto e il conoscente’: questo è quello che possiamo e dobbiamo definire autognosi.

È evidente che questa scoperta straordinaria invita a morire in se stessi affinché l’Essere si manifesti in noi.

 

Samael Aun Weor

La Dottrina Segreta di Anawak

 

Educazione Fondamentale: La libera iniziativa

Milioni di studenti di tutti i paesi del mondo vanno tutti i giorni a scuola o all’università in modo inconsapevole, automatico, soggettivo, senza sapere né il come, né il perché.

Gli studenti sono obbligati a studiare la matematica, la fisica, la chimica, la geografia e così via.

La mente di questi studenti sta ricevendo informazioni quotidianamente, ma mai, per un attimo, nella loro vita si fermano a riflettere sul perché di tutta questa informazione e sul suo obiettivo.

Per quale motivo ci riempiamo di tutte queste informazioni?

Gli studenti in realtà vivono una vita meccanica: l’unica cosa che sanno è che devono ricevere informazioni intellettuali e conservarle immagazzinate nell’infedele memoria e questo è tutto.

Bisogna smettere di essere automi, bisogna risvegliare la coscienza, scoprire da sé qual è il senso di lottare così duramente per passare gli esami, per studiare, per vivere in un determinato luogo per studiare quotidianamente e superare l’anno e soffrire ansie, paure e preoccupazioni, per praticare sport, per litigare con i compagni di scuola e così via.

Gli insegnanti devono diventare più coscienti per cooperare all’interno delle scuole, dei collegi, delle università aiutando gli studenti a risvegliare la coscienza.

Superare un esame o un anno non significa necessariamente essere molto intelligenti. Ci sono persone che non hanno mai superato un esame e che sono molto intelligenti.

C’è qualcosa di più importante del superare l’anno, c’è qualcosa di più importante dello studiare certe materie e questo è precisamente avere piena coscienza oggettiva, chiara e luminosa su ciò che si sta studiando e su ciò che si sta leggendo. Gli insegnanti devono sforzarsi per aiutare gli studenti a risvegliare la coscienza e ogni loro sforzo deve essere diretto alla coscienza. È urgente che non solo gli studenti ma tutte le persone si rendano pienamente auto-coscienti di ciò che stanno studiando.

A che serve l’educazione se non diventiamo creatori coscienti ed intelligenti di verità?

La vera educazione non consiste nel saper leggere o scrivere. Qualsiasi mentecatto, qualsiasi stupido può imparare a leggere o a scrivere.

Dobbiamo essere intelligenti e l’intelligenza si risveglia solo quando la coscienza si sveglia.

L’umanità ha un novantasette per cento di subcoscienza ed un tre per cento di coscienza.

Dobbiamo risvegliare la coscienza, dobbiamo trasformare il subcosciente in cosciente. Dobbiamo avere il cento per cento di coscienza sveglia.

L’essere umano non solo sogna quando il suo corpo fisico dorme ma anche quando non dorme, quando cioè è in stato di veglia.

È necessario smettere di sognare, è necessario risvegliare la coscienza e questo processo di risveglio deve iniziare dalla famiglia e dalla scuola.

Lo sforzo degli insegnanti deve essere diretto alla coscienza degli studenti e non unicamente alla memoria.

Dobbiamo divenire coscienti della nostra vita e questo processo di risveglio deve iniziare dagli stessi banchi di scuola.

La scuola ci sarà servita a poco se ne usciremo incoscienti ed addormentati.

L’abolizione della paura e la libera iniziativa daranno origine all’azione spontanea e pura.

Samael Aun Weor, cap. 1,
La libera iniziativa, Educazione Fondamentale

 

 

Coscienza e Conoscenza

La parola Gnosi viene dal greco gnósis che significa “conoscenza”. La Gnosi è la conoscenza illuminata riservata ad una élite.

La Gnosi è una funzione molto naturale della Coscienza, una Philosophia Perennis et Universalis. La Gnosi è il principio intelligente che in ogni tempo si cela dietro al simbolismo e che, sotto forma di filosofia, risponde a queste tre eterne domande: Perché? Come? Dove?

La Gnosi è una profonda emozione superiore che ci conduce alla ricerca di tutto il bello ed il sublime dell’arte magistrale o Ars Regia della natura.

La scienza gnostica è matematica nella ricerca e esatta nella parola.

In definitiva la Gnosi è quel principio eterno cosmico rivestito con le forme religiose di ogni razza, popolo o cultura e in accordo con le idiosincrasie presenti in ogni tempo. La Gnosi è una dottrina di sintesi, con valori completamente suoi che permettono al sincero ricercatore di arrivare all’essenza del sapere universale.

«Coscienza che dormi… Quanto saresti diversa se ti risvegliarsi…
Conosceresti i sette sentieri della felicità, la luce del tuo amore brillerebbe ovunque,
gli uccelli si rifugerebbero nel mistero dei tuoi boschi,
la luce dello spirito risplenderebbe e allegri gli elementali
canterebbero per te versi in coro».

Samael Aun Weor

Introduzione alla Gnosi

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Per noi informare l’umanità dei nostri studi esoterici è indiscutibilmente un dovere cosmico. Perché è un dovere cosmico? Perché significa indicare all’umanità la sua origine e il suo destino, cioè da dove viene, perché si trova qui e dove va. Poiché non sempre l’umanità è disposta ad accettare questa grande verità, chiamiamo questo sforzo di tolleranza e comprensione “sacrificio per l’umanità”. Rispettando il libero arbitrio dei nostri simili, riteniamo che non sia obbligatorio accettare questi studi. Ciononostante e senza pretendere alcun tipo di impegno tendiamo sempre una mano amica al sincero ricercatore.

«Nella Prima camera potrà entrare ogni persona di buona volontà,
senza distinzione di razza, sesso, classe, credo o colore».

Samael Aun Weor

Prime 9 conferenze del Programma della Prima camera:

INIZIO MARTEDI 15 ottobre 2019

1. Introduzione alla Gnosi
2. I Quattro Cammini
3. Le due linee della vita
4. Necessità e cupidigia
*
5. La coscienza, la personalità e l’ego animale
6. La macchina umana e l’ego pluralizzato
7. I tre cervelli. Come risolvere i problemi?
8. Le tre menti
9. La mente universale

Concentrazione, meditazione ed estasi

 

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Concentrazione, meditazione ed estasi sono i tre passi fondamentali della meditazione gnostica. Concentrazione significa fissare tutta l’attenzione, tutto il nostro Essere spirituale, su un determinato punto, interno o esterno al nostro corpo fisico. Meditazione significa che il soggetto e l’oggetto diventano la stessa cosa. Ciò è possibile soltanto mediante l’Essere spirituale. Estasi è l’esperienza diretta dell’unione amorosa fra il soggetto e l’oggetto. In quanto all’Asana o postura del corpo fisico, la meditazione gnostica dice quanto segue.

 

«Qualcuno può adottare una posizione orientale, se vuole.
Se un altro vuole adottare una posizione occidentale, può farlo.
Se qualcun altro vuole adottare un’altra posizione,
che gli sembra migliore, lo può fare.
L’importante è stare comodi
e poter fare una buona meditazione».

Samael Aun Weor

Educazione fondamentale: La personalità umana

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La personalità umana

 

La psicologia rivoluzionaria del movimento gnostico, in modo chiaro e preciso, fa una distinzione di fondo fra ego ed essenza.

Durante i primi tre o quattro anni di vita si manifesta nel bambino soltanto la bellezza dell’essenza. Il bambino è tenero, dolce, gentile in tutti i suoi aspetti psicologici. Quando l’ego comincia a controllare la tenera personalità del bambino, tutta la bellezza dell’essenza scompare e al suo posto affiorano i difetti psicologici propri di ogni essere umano. Così come dobbiamo fare una distinzione fra ego ed essenza è altrettanto necessario distinguere fra personalità ed essenza.

L’essere umano nasce con l’essenza ma non nasce con la personalità; questa deve essere creata. Personalità ed essenza devono svilupparsi in modo armonioso ed equilibrato.

Nella pratica abbiamo potuto verificare che quando la personalità si sviluppa esageratamente a spese dell’essenza il risultato è il furfante.

L’osservazione e l’esperienza di molti anni ci hanno permesso dì comprendere che quando l’essenza si sviluppa totalmente senza coltivare un minimo sviluppo armonioso della personalità, il risultato è il mistico senza intelletto, senza personalità, nobile di cuore ma disadattato ed incapace.

Il risultato di uno sviluppo armonioso della personalità e dell’essenza sono uomini e donne geniali.

Nell’essenza c’è tutto ciò che è “proprio”; nella personalità tutto quello che invece è prestato. Nell’essenza abbiamo molte qualità innate; nella personalità abbiamo invece l’esempio dei nostri superiori, ciò che abbiamo appreso in casa, a scuola e per strada.

È urgente che i bambini ricevano alimento per l’essenza e per la personalità. L’essenza si alimenta con la tenerezza, con la dolcezza senza limiti, con l’amore, la musica, i fiori, la bellezza, l’armonia.

La personalità si deve alimentare con il buon esempio dei nostri superiori, con i saggi insegnamenti della scuola e così via.

È indispensabile che i bambini entrino alle elementari a sette anni dopo essere stati all’asilo. I bambini devono imparare le prime lettere giocando, così lo studio sarà attraente, delizioso e felice.

L’educazione fondamentale insegna che fin dall’asilo o dalla scuola materna, bisogna prestare attenzione in modo molto speciale ai tre aspetti della personalità umana conosciuti come pensiero, movimento ed emozione; così la personalità del bambino si sviluppa in modo armonioso ed equilibrato.

Il problema della creazione della personalità del bambino e il suo sviluppo è una gravosa responsabilità per i genitori e per gli insegnanti.

La qualità della personalità umana dipende esclusivamente dal tipo di materiale psicologico con cui è stata creata ed alimentata.

Su termini come personalità, essenza, ego o io, esiste fra gli studenti di psicologia molta confusione. Alcuni confondono la personalità con l’essenza e altri invece confondono l’ego o io con l’essenza. Sono molte le scuole pseudoesoteriche o pseudo-occultiste che hanno come meta dei loro studi la vita impersonale.

È necessario chiarire che non è la personalità che dobbiamo dissolvere. È urgente sapere che dobbiamo invece disintegrare l’io, l’ego, il me stesso e ridurlo in polvere cosmica.

La personalità è solamente un veicolo di azione, un veicolo che è stato necessario costruire e fabbricare.

Educazione fondamentale: I tre cervelli

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Coltivare intelligentemente i tre cervelli è l’educazione fondamentale. Nelle antiche scuole dei misteri di Babilonia, Grecia, India, Persia, Egitto e così via, gli alunni ricevevano un’informazione integrale, diretta ai tre cervelli, per mezzo dello studio, della danza e della musica, intelligentemente combinati.

I teatri degli antichi templi facevano parte della scuola. Il dramma, la commedia e la tragedia combinati con una speciale mimica, la musica, l’insegnamento orale e così via, servivano per informare tutti e tre i cervelli degli individui.

Gli studenti quindi non abusavano del cervello pensante e sapevano usare con intelligenza ed in modo equilibrato i loro tre cervelli.

Le danze dei misteri eleusini, il teatro in Babilonia, la scultura in Grecia, vennero sempre utilizzati per trasmettere conoscenza ai discepoli. Ora, in questi tempi degenerati del rock, gli studenti confusi e disorientati vanno per il sentiero tenebroso dell’abuso mentale.

Attualmente non esistono veri sistemi creatori per coltivare armoniosamente i tre cervelli.

Gli insegnanti di scuola e di università si dirigono solamente alla memoria infedele degli annoiati studenti che non vedono l’ora di uscire dalla classe.

È urgente ed indispensabile saper combinare intelletto, movimento, emozione con il proposito di dare un’informazione integrale ai tre cervelli degli studenti.

È assurdo informare un solo cervello. Il primo cervello non è l’unico della cognizione. È criminoso abusare del cervello pensante degli studenti.

L’educazione fondamentale dovrà condurre gli studenti sul sentiero dello sviluppo armonioso.

La psicologia rivoluzionaria insegna chiaramente che i tre cervelli hanno tre classi di associazioni indipendenti totalmente distinte. Queste tre classi di associazioni evocano differenti tipi di impulsi dell’essere. Di fatto questo ci conferisce tre diverse personalità che non hanno nulla in comune, né nella loro natura, né nella loro manifestazione.

La psicologia rivoluzionaria della nuova era insegna che in ogni persona esistono tre aspetti psicologici distinti. Con una parte dell’essenza psichica desideriamo una cosa, con un’altra parte facciamo qualcosa di completamente opposto.

Samael Aun Weor

L’insegnamento gnostico di ieri e di oggi

È totalmente evidente che attraverso l’uso di internet, qualsiasi cittadino del mondo può accedere oggi agli insegnamenti gnostici del V. M. Samael Aun Weor, se lo anela.

Tuttavia, avere accesso alla “Gnosi” digitale in modo personale, non significa che l’auto-Gnosi dell’Essere sia oggi più facile da conquistare. Non è sufficiente avere un’informazione digitale personale, serve, e anzi è assai necessaria, una relazione “umana” con un gruppo gnostico, attraverso il quale potersi auto-scoprire, auto-conoscere.

Fino a poco tempo fa, la Gnosi era la grande sconosciuta e solo pochi conoscevano la sua origine cristiana e pre-cristiana. Grazie alla diffusione della Gnosi in tutta l’America e oltre, e con l’arrivo dei computer e internet, si è completata quella grande tappa di diffusione dell’opera scritta del Maestro Samael ed è proprio per questo che oggi si trova in molti siti internet.

Dobbiamo dire, però, che il meglio della missione della Gnosi sta appena cominciando ed essa consiste nel fare carne e sangue del suo messaggio di rigenerazione.

Come ogni cambiamento importante dell’umanità potrebbe passare inavvertito, ma è importante tenere presente che vengono tempi migliori per la Gnosi del lavoro interiore, affinché essa, come conoscenza salvatrice, completi la sua missione.

Anche se è vero che la comunicazione tecnologica che usiamo oggi ha cambiato il modo in cui qualunque cittadino può avvicinarsi agli studi gnostici, è vero anche che in compenso oggi abbiamo guadagnato in comprensione e applicazione pratica della Gnosi. Per questo oggi abbiamo creato un’istituzione chiamata La Società Gnostica Samael Aun Weor, il cui spirito di lavoro, che è incarnare la Gnosi, si riflette nella nostra metodologia, nel programma di lavoro e ovviamente nei nostri Ritiri Spirituali locali, nazionali ed internazionali.

Mi domando, però, e domando a voce alta a tutti: siamo coscienti di questo cambiamento sociale che si è prodotto nella nostra società e pertanto del modo in cui ora dobbiamo vivere il messaggio gnostico?

Educazione fondamentale: La Verità

LA VERITÀ

Dall’infanzia e dalla giovinezza inizia la Via Crucis della nostra miserabile esistenza, con molte storture mentali, intime tragedie familiari, contrarietà in casa ed a scuola…

È chiaro che nell’infanzia e nella gioventù, salvo rare eccezioni, questi problemi ci condizionano profondamente, ma è quando diventiamo adulti che iniziano le domande. Chi sono? Da dove vengo? Perché devo soffrire? Qual è l’obiettivo dell’esistenza?… Tutti durante la nostra vita ci siamo fatti queste domande; tutti qualche volta abbiamo voluto investigare, analizzare, indagare, cercare di conoscere il perché di tante amarezze dissapori, lotte e sofferenze, ma sfortunatamente siamo sempre finiti imbottigliati in qualche teoria, in qualche opinione, in qualche credenza, in ciò che ha detto il vicino, in ciò che ci ha risposto il vecchio decrepito… Abbiamo perso la vera innocenza e la pace del cuore tranquillo e per ciò non siamo capaci di sperimentare direttamente la verità in tutta la sua crudezza dipendiamo da ciò che dicono gli altri e chiaramente stiamo percorrendo il cammino sbagliato. La società capitalista condanna gli atei, quelli che non credono in Dio. La società marxista-leninista condanna quelli che credono in Dio, ma nel fondo ambedue le cose sono uguali, si tratta solo di opinioni, di capricci della gente, di proiezioni della mente. Né la credulità, né l’incredulità, né lo scetticismo significano avere sperimentato la verità.

La mente può permettersi il lusso di credere, dubitare, opinare, fare congetture… ma ciò non significa sperimentare la verità. Inoltre possiamo prenderci il lusso di credere nel sole oppure non crederci oppure dubitarne, ma l’astro reale continuerà a dar luce e vita a tutto ciò che esiste senza che le nostre opinioni abbiano per lui la benché minima importanza.

Nella credenza cieca, nello scetticismo e nell’incredulità si nascondono molte sfumature di falsa morale e molti concetti equivoci di falsa rispettabilità alla cui ombra si irrobustisce l’ io.

La società di tipo capitalista e la società di tipo comunista hanno ambedue, secondo i loro capricci, pregiudizi e teorie, il loro tipo di morale. Ciò che è morale nel blocco capitalista è immorale in quello comunista e viceversa.

La morale dipende dai costumi, dai luoghi e dall’epoca. Ciò che in un paese è morale in un altro è immorale e ciò che in un epoca è stato morale, in un’altra è immorale. La morale non ha alcun valore essenziale ed analizzandola a fondo risulta completamente stupida.

L’educazione fondamentale non insegna morale ma etica rivoluzionaria e di questo hanno bisogno le nuove generazioni.

Fin dalla terribile notte dei secoli ci sono stati uomini che si sono isolati dal mondo per cercare la verità. È assurdo isolarsi per cercare la verità, perché la verità si trova dentro il mondo e dentro l’uomo, qui ed ora.

La verità è lo sconosciuto momento per momento e potremo scoprirla non separandoci dal mondo e nemmeno dai nostri simili.

È assurdo dire che ogni verità è una mezza verità e che ogni verità è un mezzo errore. La verità è radicale, “è” o “non è”, mai può essere a metà, mai può essere mezzo errore.

È assurdo dire che la verità è del tempo e che ciò che è stato in un tempo, in un altro non lo è più. La verità non ha nulla a che vedere con il tempo. La verità è atemporale. L’io è del tempo e per questo motivo non può conoscere la verità.

È assurdo supporre verità convenzionali, temporali, relative. La gente confonde i concetti e le opinioni con ciò che è la verità. La verità non ha nulla a che vedere con le opinioni né con le cosiddette verità convenzionali perché queste non sono altro che proiezioni non trascendenti della mente. La verità è lo sconosciuto istante per istante e può essere sperimentato solo in assenza dell’io psicologico.

La verità non è questione di sofismi, concetti, opinioni. La verità può essere conosciuta soltanto attraverso l’esperienza diretta.

La mente soltanto può opinare e le opinioni non hanno nulla a che vedere con la verità. La mente mai potrà concepire la verità.

Gli insegnanti devono sperimentare la verità e segnalarne il cammino ai loro studenti.

La verità è questione di esperienza diretta, non questione di teorie, opinioni e concetti.

Possiamo e dobbiamo studiare, però è urgente sperimentare da se stessi ed in forma diretta quello che c’è di vero in ogni teoria, concetto, opinione.

Dobbiamo studiare, analizzare, investigare…. ma dobbiamo con urgenza sperimentare la verità contenuta in tutto ciò che studiamo.

È impossibile sperimentare la verità se la mente è agitata, convulsa, tormentata dalle opinioni contrapposte. È possibile sperimentare la verità solo quando la mente è calma ed in silenzio.

Gli insegnanti di scuola e di università devono insegnare agli studenti il cammino della meditazione interiore profonda.

Il cammino della meditazione interiore profonda ci conduce fino alla quiete ed al silenzio della mente. Quando la mente è quieta, vuota dai pensieri, desideri, opinioni… quando la mente è in silenzio ci arriva la verità.

Samael Aun Weor, Educazione fondamentale, cap. 19

Educazione fondamentale: Comprensione e memoria

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Comprensione e memoria

Ricordare significa cercare di immagazzinare nella mente ciò che abbiamo visto, sentito, letto, quello che altre persone ci hanno detto, ciò che ci è capitato, ecc.

Gli insegnanti vogliono che i loro studenti immagazzinino nella memoria le loro parole, le loro frasi, quello che è scritto sui testi scolastici, interi capitoli, opprimenti esercizi, punti e virgole.

Superare esami significa ricordare ciò che ci è stato detto, ciò che abbiamo letto meccanicamente, ripetere a memoria, come pappagalli, tutto ciò che è immagazzinato nella testa.

È necessario che la nuova generazione si renda conto che ripetere come un disco tutto ciò che è registrato nella nostra memoria non significa avere una comprensione di fondo. Ricordare non è comprendere. Non serve a nulla ricordare senza comprendere, il ricordo appartiene al passato, è qualcosa di morto, senza vita.

È indispensabile, urgente e di estrema attualità che tutti gli studenti capiscano realmente il vero significato della comprensione profonda.

Comprendere è qualcosa di immediato, di diretto, qualcosa che possiamo vivere intensamente, qualcosa che sperimentiamo profondamente e che inevitabilmente si trasforma nella vera molla intima dell’azione cosciente.

Ricordare è qualcosa di morto, appartiene al passato e sfortunatamente si trasforma in un ideale, in un motto, in un’idea o nell’idealismo che vogliamo imitare meccanicamente e seguire incoscientemente.

Nella vera comprensione, nella comprensione profonda, nell’intima comprensione di fondo c’è soltanto la pressione intima della coscienza, una pressione costante nata dall’essenza che portiamo dentro e questo è tutto.

La comprensione autentica si manifesta come azione spontanea, naturale, sincera, libera dal processo deprimente della scelta, pura, senza indecisione di nessun tipo. La comprensione trasformata nella molla segreta dell’azione è formidabile, meravigliosa, edificante ed essenzialmente nobilitante.

L’azione basata sul ricordo di ciò che abbiamo letto, sull’ideale a cui aspiriamo, sulla norma di condotta che ci hanno insegnato, sulle esperienze accumulate nella memoria è calcolatrice, dualista, dipende da deprimenti opzioni, si basa sulla scelta concettuale e inevitabilmente conduce soltanto all’errore e al dolore.

Cercare di adattare l’azione al ricordo, o di modificare l’azione affinché coincida con i ricordi accumulati nella memoria, è artificioso, assurdo, privo di spontaneità e inevitabilmente conduce soltanto all’errore e al dolore.

Qualsiasi mentecatto che possieda una buona dose di astuzia e di memoria può superare esami e anni scolastici.

Comprendere le materie studiate e in cui saremo esaminati è molto diverso, non ha nulla a che vedere con la memoria ma appartiene alla vera intelligenza che non deve essere confusa con l’intellettualismo.

Coloro che basano le azioni della loro vita su ideali, teorie e ricordi di ogni tipo, accumulati nei magazzini della memoria, passano da un confronto all’altro e dove c’è confronto c’è anche invidia. Queste persone confrontano se stesse, i loro familiari, i loro figli con quelli dei vicini. Confrontano la loro casa, i loro mobili, i loro vestiti e tutti i loro beni con quelli dei vicini. Confrontano le loro idee, l’intelligenza dei loro figli con quelle degli altri e così arriva l’invidia che si trasforma, di conseguenza, nella molla segreta dell’azione.

Per disgrazia del mondo ogni meccanismo della società si basa sull’invidia e sullo spirito di possesso. Tutti invidiano tutti. Invidiamo le idee, le cose, le persone e vogliamo avere sempre più denaro, nuove idee da accumulare nella memoria e nuovi oggetti per abbagliare i nostri simili.

Nella vera comprensione, legittima, autentica, esiste vero amore e non la semplice ripetizione a memoria. Le cose che si ricordano, ciò che viene affidato alla memoria, improvvisamente cade nell’oblio proprio a causa dell’infedeltà della memoria stessa. Gli studenti depositano nei magazzini della memoria ideali, teorie, interi testi che non serviranno a nulla nella vita pratica perché alla fine scompariranno dalla memoria senza lasciarvi traccia.

La gente che vive soltanto leggendo meccanicamente, la gente che gode nell’immagazzinare teorie nei meandri della memoria sta danneggiando e distruggendo la mente miseramente.

Noi non ci pronunciamo contro il vero studio profondo e cosciente basato sulla comprensione di fondo. Noi condanniamo solamente i metodi antiquati della pedagogia estemporanea. Condanniamo ogni sistema meccanico di studio e qualsiasi tipo di memorizzazione. Il ricordo è superfluo dove esiste la vera comprensione.

Abbiamo bisogno di studiare, abbiamo bisogno di libri utili, abbiamo bisogno di insegnanti. Abbiamo bisogno di guru, di guide spirituali, di mahatma, ma è necessario comprendere gli insegnamenti in modo integrale e non semplicemente depositarli nei magazzini della memoria infedele.

Mai potremo essere veramente liberi se abbiamo il cattivo gusto di paragonare noi stessi con i ricordi accumulati nella memoria, con l’ideale, con ciò che vorremmo essere e non siamo.

Quando veramente comprenderemo gli insegnamenti ricevuti, non avremo bisogno di ricordarli a memoria e nemmeno di convertirli in ideali.

Dove esiste confronto fra ciò che siamo in questo momento e ciò che vorremmo essere in futuro, dove esiste confronto fra la nostra vita pratica e un ideale o un modello a cui vorremmo adeguarci, non può esistere vero amore.

Ogni confronto è abominevole, ogni confronto causa paura invidia, orgoglio. Paura di non raggiungere ciò che vogliamo, invidia per il progresso degli altri, orgoglio perché ci crediamo superiori agli altri.

L’importante nella vita pratica che stiamo vivendo, anche se siamo tutti brutti, invidiosi, egoisti e avidi, è di non presumere di essere santi, ma partire dallo zero assoluto e comprendere noi stessi profondamente, così come siamo, non come vorremmo essere o presumiamo di essere.

È impossibile dissolvere l’io, il me stesso, se non impariamo ad osservarci e a percepire noi stessi per comprendere ciò che realmente siamo in questo momento, in modo efficace ed assolutamente pratico.

Se realmente vogliamo comprendere, dobbiamo ascoltare i nostri maestri, guru, sacerdoti, precettori, guide spirituali. I giovani delle nuove generazioni hanno perso il senso di rispetto e di venerazione verso i nostri padri, maestri, guide spirituali, guru e mahatma.

È impossibile capire l’insegnamento se non siamo capaci di venerare e rispettare i nostri padri, maestri, precettori e guide spirituali.

Il semplice ricordo meccanico di ciò che abbiamo appreso a memoria senza alcuna comprensione di fondo, mutila la mente ed il cuore generando invidia, paura, orgoglio.

Quando veramente sappiamo ascoltare in modo cosciente e profondo, sorge dentro di noi un potere meraviglioso, una formidabile comprensione, naturale, semplice, libera da ogni processo meccanico, da ogni processo mentale e da ogni ricordo.

Se si alleggerisce il cervello degli studenti dall’enorme sforzo di memoria che devono fare, sarà possibile insegnare la struttura del nucleo e la tavola periodica degli elementi ad uno studente di scuola media e far capire la teoria della relatività e i quanti ad un liceale.

Poiché abbiamo parlato con alcuni professori di scuola media sappiamo che si aggrappano con fanatismo alla vecchia pedagogia antiquata ed estemporanea. Vogliono che gli studenti imparino tutto a memoria anche senza capire.

A volte accettano che è meglio comprendere che memorizzare, ma poi insistono sul fatto che le formule di fisica, chimica e matematica devono essere imparate a memoria.

È chiaro che questo concetto è falso perché quando una formula di fisica, chimica o matematica è compresa a fondo, non solo a livello intellettuale ma anche in tutti gli altri livelli della mente, quali l’infracosciente, l’incosciente, il subcosciente, ecc., non è più necessario impararla a memoria, perché diviene parte della nostra psiche e può manifestarsi come conoscenza istintiva immediata quando le circostanze della vita lo richiedano.

Questa conoscenza integra ci porta una forma di onniscienza, un modo di manifestazione oggettiva cosciente.

La comprensione di fondo in tutti i livelli della mente è possibile solo per mezzo della meditazione introspettiva profonda.

Samael Aun Weor, Educazione fondamentale, Capitolo 13, Comprensione e memoria